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Dal 4 giugno 2002 la
circolazione dell'assegno bancario è diventata più sicura. é
entrata infatti in funzione la Centrale d'Allarme Interbancaria, un
archivio informatizzato dove sono registrati i nominativi di tutti
coloro che hanno emesso assegni senza autorizzazione o senza provvista.
La CAI, realizzata sulla base
dell'analogo archivio già da tempo esistente in Francia, nasce per
elevare il grado di sicurezza ed efficienza del sistema di circolazione
dell'assegno. Non
Le pagine della nostra "Guida all'assegno: istruzioni per l'uso"
contengono le disposizioni previste dall’art.
32 del Decreto-Legge n. 112 del 25.06.2008,recante “Disposizioni
urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione Tributaria” (GU
n. 147 del 25-6-2008 - Suppl. Ordinario
n.152),
che ha modificato alcuni commi
dell’art. 49 del Decreto Legislativo n. 231 del 21.11.2007
(Limitazione all’uso del contante e dei titoli al portatore).
sempre infatti gli assegni vengono accettati
volentieri come strumenti di pagamento, proprio per il timore che non
vengano pagati. L'esistenza di una banca dati,
unica a livello nazionale e consultabile da tutte le banche, consente
ora di disporre di un efficace "filtro" per escludere dal
sistema dei pagamenti i soggetti e i titoli a rischio.
Vediamo ora in dettaglio i
dati contenuti nell'archivio.
La CAI censisce:
-
le generalità di coloro
che hanno emesso assegni bancari o postali senza autorizzazione o
risultati anche in parte senza provvista;
-
i dati relativi a questi
assegni;
-
i dati degli assegni non
restituiti alle banche e agli uffici postali dopo la revoca dell'autorizzazione;
-
i dati degli assegni di
cui sia stato denunciato il furto o lo smarrimento.
Dal 9 dicembre 2002 la CAI
inoltre censisce:
-
le generalità dei
titolari di carte di pagamento a cui sia stata revocata l'autorizzazione
all'utilizzo;
-
i dati delle carte
revocate, smarrite e rubate.
Presto la CAI conterrà
anche:
Chi viene iscritto nella CAI
può accedere alle informazioni che lo riguardano ed esercitare gli
altri diritti previsti dall'articolo 13 della legge 675/96 sulla
privacy, rivolgendosi alle banche, agli uffici postali o alle filiali
della Banca d'Italia.
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