Il Glossario per l’investitore in titoli strutturati e subordinati

allegato alle Linee guida in materia di informazioni da fornire

al sottoscrittore di titoli strutturati e subordinati

 

B C D F H I K M O P R S T V W

 


 B 

Basis point: il basis point esprime la variazione dei tassi di interesse, pari ad un centesimo di punto percentuale. Per esempio, se i tassi salgono da 9,65% a 9,80%, si dice che il tasso è salito di 15 basis points.

Benchmark: strumento finanziario, o indice, o altro parametro finanziario, che, per le sue caratteristiche di rappresentatività (ad es.: maggior diffusione tra sottoscrittori), viene considerato dagli intermediari come riferimento per capire se un titolo dalle caratteristiche analoghe ha registrato, in un dato periodo, migliori o peggiori performance in termini di rendimento rispetto al benchmark stesso.

BTP (Buono del Tesoro poliennale): titoli emessi dal Tesoro con scadenza a medio/lungo termine, con tasso fisso e cedola semestrale.

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 C 

Capitalizzazione di borsa (di un singolo titolo): è il prodotto tra il prezzo di Borsa di un azione ed il numero delle azioni che compongono il capitale sociale.

Cap: opzione (v.) su tasso d’interesse, negoziata al di fuori di mercati regolamentati, con il quale viene fissato un limite massimo alla crescita del rendimento di un dato strumento finanziario.

Contratto future: contratto (detto "derivato") negoziato generalmente su mercati regolamentati attraverso il quale le parti, alla scadenza concordata, si impegnano a comprare o a vendere un certo quantitativo di strumenti finanziari, ad un prezzo prestabilito alla conclusione del contratto stesso.

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 D 

Derivato: nome genericamente usato per indicare uno strumento finanziario, il cui prezzo/rendimento deriva dai parametri di prezzo/rendimento di altri strumenti finanziari principali detti sottostanti (v.), che possono essere strumenti finanziari, indici, tassi di interesse, valute, materie prime.

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 F 

Floor: (v. opzione) derivato su tasso di interesse con il quale viene fissato un limite minimo al rendimento di una data attività.

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 H 

Hedging (copertura): operazione effettuata da parte o del possessore di titoli o dell’emittente, volta ad assicurare, in caso di andamento sfavorevole dei prezzi, il recupero delle perdite sofferte sui titoli medesimi.

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 I 

Indice di Borsa: grandezza rappresentativa dell’andamento dei prezzi dei titoli quotati in Borsa.

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 K 

Knock in, knock out, clausola di: clausola in base alla quale, al verificarsi di un determinato evento, indicato nel Foglio Informativo, si attua o si estingue un’opzione predeterminata.

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 M 

Market maker: intermediario obbligato a proporre pubblicamente prezzi di acquisto e di vendita, ai quali altri intermediari possono, rispettivamente, vendergli o comprargli determinati quantitativi di titoli.

Monte Carlo, simulazione di: strumento di calcolo numerico che permette la risoluzione di problemi matematici complessi mediante procedimenti probabilistici basati sulla "legge dei grandi numeri". Tale tecnica di calcolo viene utilizzata in campo finanziario, tra l’altro, per definire il valore di strumenti derivati (es. opzioni).

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 O 

Obbligazione: titolo di debito che impegna la banca emittente al rimborso del capitale emesso per la raccolta del risparmio a medio-lungo termine.

Obbligazione subordinata: titolo obbligazionario che, in caso di default dell’emittente, viene rimborsato solo dopo che sono stati rimborsati gli altri debiti non subordinati dell’emittente. E’ importante tenere conto anche del livello di subordinazione

Opzione: contratto (detto "derivato") con il quale una delle parti, pagando una somma alla controparte (premio), acquista il diritto di comprare (call option) o di vendere (put option), ad una data futura, un certo quantitativo di strumenti finanziari a un prezzo stabilito (prezzo di esercizio). Nel caso di option su indici, anziché un certo quantitativo di strumenti finanziari, si compra il diritto di incassare o di versare una somma, pari al prodotto tra il valore assegnato convenzionalmente a ciascun punto dell’indice di riferimento e la differenza, a sua volta ottenuta dal valore dell’indice (stabilito alla stipula del contratto) e il valore assunto dall’indice il giorno in cui la facoltà viene esercitata.

Si distingue tra un’option europea, che può essere esercitata soltanto alla data di scadenza concordata, e un’option americana, che può essere esercitata entro la data di scadenza.

Opzione, valore della: il valore di un’opzione è dato da due componenti: il valore "intrinseco" ed il valore temporale. In un’opzione "call", il valore intrinseco è pari alla differenza (se positivo) tra il prezzo a pronti (v.) dello strumento sottostante e il prezzo di esercizio (v.). Il valore temporale dipende della volatilità dello strumento sottostante.

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 P 

Ponderazione: l’attribuzione di un peso relativo, all’interno di un indice, ai singoli titoli che concorrono a determinare il valore dell’indice.

Prezzo a pronti: prezzo del titolo registrato sul mercato nella giornata di riferimento.

Pricing: procedura di determinazione del prezzo di collocamento dei titoli.

Punto base: v. Basis Point

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 R 

RATING (AgenziA di): Società indipendenti da gruppi industriali, commerciali e finanziari, specializzate nell’attribuire ad emittenti o a strumenti finanziari, attraverso combinazioni di lettere o cifre (es.: AAA; A+; BB; B-) un giudizio sulla capacità dell’emittente di rimborsare gli strumenti finanziari emessi o sulla idoneità dello stesso strumento finanziario da questi emesso ad essere rimborsato.

Reverse Convertible: titolo strutturato che attribuisce all’emittente la possibilità, al verificarsi di un dato evento, di convertire in azioni il capitale da rimborsare.

Rischio di cambio (per titoli denominati in valuta estera): in un titolo denominato in valuta estera, il controvalore in euro della cedola e del capitale possono variare in modo favorevole o sfavorevole al sottoscrittore a causa della variazione del tasso di cambio dell’euro.

Rischio di controparte: rischio che la controparte (ad esempio, in relazione ai contratti derivati) non adempia, alla scadenza, ai propri obblighi contrattuali.

Rischio di liquidità: qualora l’investitore desiderasse procedere alla vendita del titolo prima della scadenza potrebbe incontrare difficoltà a trovare qualcuno disposto a comprare e conseguentemente potrebbe ottenere un prezzo inferiore al reale valore del titolo.

Rischio di mercato: rischio in cui incorre chi ha investito in strumenti finanziari a seguito di variazioni dell’andamento dei prezzi dei titoli dovute, ad esempio, al variare del tasso (rischio del. v.) e del cambio (rischio del. v.).

Rischio di prezzo: v. rischio di tasso

Rischio di rimborso anticipato (per titoli con clausola di rimborso anticipato): poiché l’emittente si riserva la facoltà di rimborsare anticipatamente il titolo, il sottoscrittore si potrebbe trovare nelle condizioni di dover accettare il rimborso alla pari del titolo, nel momento in cui esso offre un rendimento superiore a quello corrente sul mercato e, di conseguenza, di non poter reinvestire il capitale rimborsato anticipatamente, per il tempo residuo alla scadenza, allo stesso tasso di rendimento del titolo rimborsato.

Rischio di tasso: rischio legato alla variazione dei tassi di interesse: un aumento dei tassi di mercato comporta una riduzione del valore di mercato di un titolo e viceversa.

Rischio di variazione del sottostante (per i titoli strutturati): esprime la possibilità di variazione del valore/prezzo dell’attività sottostante, alla quale è legato il rendimento del titolo strutturato.

Rischio emittente: acquistando il titolo si diviene finanziatori dell’emittente, assumendosi il rischio che questi non sia in grado di onorare i propri obblighi relativamente al pagamento delle cedole e/o rimborso del capitale.

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 S 

Sottostante: strumento finanziario dal cui valore dipende quello di un titolo derivato o strutturato (v.)

Spread di prezzo: differenza tra il prezzo in vendita e il prezzo in acquisto praticato da un intermediario.

Strike price (prezzo di esercizio): prezzo prestabilito al quale il possessore dell’opzione, esercitando l’opzione stessa, può acquistare/vendere lo strumento sottostante.

Strumenti ibridi di patrimonializzazione: strumenti finanziari che possono essere emessi dalle banche sotto forma di obbligazioni, certificati di deposito e, buoni fruttiferi o altri titoli e sono rimborsati ai sottoscrittori su richiesta dell’emittente con il preventivo consenso della Banca d’Italia.

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 T 

Tick: è lo scostamento minimo di prezzo, in più o in meno, allorquando si propone un prezzo per acquistare o vendere uno strumento finanziario. Per i titoli quotati, i relativi valori sono indicati nel regolamento della Borsa. Ad es: quotando la FIAT 15,52 euro, il tick ammesso è di un centesimo, per cui la proposta di prezzo potrà essere o 15,53 o 15,51.

Titoli strutturati: titoli composti da una componente cosiddetta "fissa", simile ad una normale obbligazione, ed una cosiddetta "derivativa", simile ad un’opzione.


 V 

Volatilità del prezzo di un titolo: indice (statistico) volto a misurare l’ampiezza della variazione di prezzo di uno strumento finanziario rispetto al suo prezzo medio in un dato periodo. Più un titolo è volatile, più esso varia intorno al suo prezzo medio, più è rischioso. Si distinguono: (i) la volatilità storica, che è calcolata sulla base dei prezzi fatti registrare dallo strumento finanziario nel passato; (ii) la volatilità implicita, che è calcolata sulla base dei prezzi ai quali vengono scambiate le opzioni collegate al predetto strumento finanziario, generalmente su mercati regolamentati.

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 W 

Warrant: strumento finanziario derivato, generalmente quotato su mercati regolamentati, che attribuisce il diritto all’acquisto (call warrant) o alla vendita (put warrant) di un quantitativo di strumenti finanziari ad una prefissata scadenza in quantità e prezzo determinati.

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aggiornamento settembre 2003